DAL RATTO DELLE SABINE AL PORNO: L'EDUCAZIONE SBAGLIATA


Si inizia subito, dalle elementari, a raccontare che i Romani, poveretti, ridotti a un'enclave di soli uomini, rapirono le Sabine per procreare e fondate le basi dell'Impero. Si inizia dalle elementari a dare un'impostazione sbagliata. Un'educazione sbagliata, spacciando uno stupro etnico per una necessità storica. Così, facilmente, si arriva allo sdoganamento del Porno accessibile gratuitamente a tutti: un porno in cui la donna è merce, oggetto, un gadget utile al piacere maschile. Giustamente si dice che il Porno è la punta dell'Iceberg del disagio relazionale perché è solo la vetta di una massa sconcertante di cattivi esempi che traducono oggi, disperatamente, in Incapacità affettiva (anaffettività) una moltitudine di giovani. Incapaci di assumere la responsabilità di una relazione affettiva, confusi nel significato stesso della parola "amore" (che implica il prendersi cura, il proteggere, il custodire l'oggetto d'amore). Sdoganato i Porno e sdoganate le Parafilie on line per i giovani (e i giovanili) si apre un presente continuo, un immediato senza prima né dopo, dove la regola è la ricerca del piacere, non la costruzione di un rapporto, e la società diventa un Ipermercato dell'esperienza sessuale mordi e fuggi, l'All-you-can-eat del sesso, senza progettualità, senza futuro. Possiamo approfittare di questa pausa esperienziale offerta dalla pandemia per provare a riorganizzare qualcosa? a dare un senso all'affettività? a lavorare sulle concretezze dimenticando il superfluo? a uscire dalla logica del "diritto al divertimento" per entrare in quella della costruzione responsabile dei rapporti?

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